Analisi Inverno 2016/2017

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Come di consueto mentre il 2016 ci sta per lasciare, facendo spazio ad un nuovo anno (si spera ricco di emozioni per tutti), nell’ambito meteorologico sul finire del mese di Dicembre iniziano i primi bilanci su quella che ad oggi risulta una delle più controverse stagioni Invernali degli ultimi 10 anni. Eravamo partiti con altre prospettive, un mese di Dicembre che si apprestava ad essere instabile e a tratti caratterizzato da fredde correnti Nord-orientali. Cosi non è stato. Le varie ipotesi fatte a metà Novembre hanno lasciato il posto ad un possente anticiclone di blocco disteso sui paralleli delle medie e basse latitudini, con il Mediterraneo spettatore di poche emozioni meteorologiche, nebbie, smog e qualità dell’aria pessima soprattutto lungo la Pianura Padana. Al contempo non si può definire un fallimento questo mese di Dicembre, soprattutto lungo l’Europa orientale e l’Asia, con record termici negativi anche al di sotto della media su Siberia e Russia e abbondanti nevicate che hanno coinvolto anche Turchia, Siria, e zone del deserto Nord Africano, soprattutto quest’ultime non abituate a simili scenari. Ora vi stare chiedendo: cosa c’è d’aspettarsi per il proseguo della stagione? Spesso una domanda che ha lasciato adito a molte discussioni, a volte controverse, ma che quest’oggi vorrei affrontare in questo articolo, mediante una spiegazione iniziale che ci farà comprendere meglio le possibili dinamiche in ambito meteorologico delle prossime settimane.

Partiamo da un presupposto, questa non sarà un analisi prettamente didattica, ma cercherà di far comprendere alcune basi su cui i vari appassionati in materia e gli esperti utilizzano per le loro analisi.

Figura 1

Come possiamo osservare l’atmosfera terrestre è composta da vari strati. I più comunemente conosciuti sono la Troposfera e la Stratosfera. Perché siamo partiti da questa immagine ? Perché mi interessava mettere in risalto come tutti gli eventi che si creano e hanno un principio e un successivo sviluppo sulla nostra Terra avvengono in maggior parte nella Troposfera. Un temporale, un campo di alta pressione, la variazione della temperature delle acque superficiali dei nostri mari, tutti fenomeni che hanno un principio in Troposfera. Presto capirete del perché di tale citazione.

Ora, come ben sappiamo il nostro tempo o meglio le dinamiche meteorologiche che condizionano il tempo sulla nostra Penisola hanno un origine ben più distante rispetto alla nostra Penisola. Durante le varie stagioni, ma in particolar modo quella Invernale, abbiamo a che fare spesso con un termine tecnico: Vortice Polare. Seguono poi i termini anticicloni, onde planetarie e via dicendo. 

1: Il vortice polare non è altro che una figura barica di bassa pressione. presente nella zona del Polo Nord geografico. A volte possiamo trovare il suo cuore pulsante (core polare) più sbilanciato verso il Canada o verso la Siberia, a seconda di tale sbilanciamento (noto come ASSE DEL VORTICE POLARE) possiamo ipotizzare quali potranno essere le zone più interessate da correnti fredde o basse pressioni durante l’Inverno. *Quando il VP risulta disturbato da afflussi di calore possono esserci correnti fredde verso le basse latitudini. Al contrario il nostro Inverno e quello del Centro-ovest Europeo può risultare abbastanza sopra media e con scarse occasioni per piogge o nevicate.

La premessa sul Vortice Polare è importante poiché a seconda di come in Troposfera (ricordate?), si comportano alcune variabili, possiamo sperare che il VP possa essere o meno destabilizzato e di conseguenza sperare in uno scivolamento verso le latitudini basse delle correnti fredde.

Ma cosa può dettare questo disturbo, o meglio chi?

Figura 2

Vista cosi potrebbe sembrare un immagine fine a se stessa. In realtà serve per indicare da dove possono provenire i disturbi rivolti al Vortice Polare. Poco fa avevo scritto che in presenza di disturbi di calore verso il VP potevano derivare situazioni con possibili correnti fredde verso le basse latitudini.

Bene, nelle frecce rosse inserite nella figura 2 abbiamo le cosiddette : ONDE PLANETARIE. In sintesi esse nascono dalla Troposfera e una loro particolare invadenza verso l’alto può comportare una maggior facilità ad avere disturbi in sede del Vortice Polare, con risvolti freddi, anche a basse latitudini.

Nella maggior parte dei forum che parlano di Meteorologia, leggiamo spesso Vortice Polare Stratosferico, Vortice Polare Troposferico, Anticiclone Siberiano, Vortice Canadese. Qualcuno potrebbe dire: ma che vi siete bevuti, (detto fra noi non avrebbe tutti i torti). In sintesi il Vortice Polare si estende lungo le due zone dell’atmosfera di cui vi ho accennato in figura 1( Stratosfera e Troposfera). Mentre l’amico anticiclone siberiano e  il vortice canadese, sono semplicemente delle figure bariche che possono dettare le condizioni del tempo sul Continente Europeo. Tornando a noi, queste onde planetarie posizionate su Pacifico e Atlantico, spesso lavorano durante la stagione Invernale lungo i fianchi del Vortice Polare, portandolo a volte (quando ci riescono) a fenomeni di disturbo che possono sfociare successivamente in dinamiche più fredde verso l’Europa. In questo caso, e nei recenti anni, abbiamo avuto una debole attività di spinta da parte di queste onde che hanno fatto si che la struttura polare si isolasse in Canada e portando spesso ondate di gelo negli USA nord-orientali.

Quest’anno come detto in precedenza le premesse sembravano essere diverse, dove a Novembre avevamo osservato un importante raffreddamento e innevamento del territorio Euro-Asiatico, importantissimo per le sorti dei nostri Inverni. Succede però che durante il mese di Dicembre qualcosa si è inceppato. 

Vi faccio un esempio pratico e facilmente intuibile.

1: per avere un forte disturbo in sede Polare abbiamo bisogno che le due onde planetarie esercitino tale movimento: prendete una bottiglia, dovete aprire il tappo. Parte vostro fratello (wave 1) per quanto esso sia forte il tappo non si toglie, ma lui ha esercitato una forte pressione che ha prodotto almeno un parziale allentamento del tappo. Poi dice a voi (wave 2): provaci tu dai. Voi in quel caso grazie all’enorme sforzo prodotto da vostro fratello vi troverete  un lavoro più semplice e riuscirete ad aprire questo tappo. Morale della favola, se le due onde planetarie agiscono insieme possono logorare alla lunga la struttura polare, impedendone un approfondimento che avviene spesso nel mese di Dicembre. Ma se lavora solo una delle due, in particolar modo la wave 1, avrete come risultato uno sforzo eccessivo e inutile con il Vortice Polare che si troverà più forte di prima. 

Ecco questo è quanto successo nel mese di Dicembre. Come possiamo rimediare? 

Ci sarebbero tanti discorsi da fare, ma io vorrei soffermare la mia attenzione ad alcuni aspetti fondamentali.

Dicevano i nonni: “l’acqua che non piove sta in cielo. Ha fatto caldo a Dicembre vedi ora che freddo a Gennaio. Mi ricordo il 1956, secco per 2 mesi e poi grande gelo a Febbraio”. 

Detti popolari o semplicemente racconti dei nostri parenti, ma che forse un fondo di verità possono averlo.

Attualmente ci troviamo in questa situazione.

Figura 3

Come detto in precedenza, anticiclone di blocco sull’Europa centro occidentale. Vortice Polare abbastanza compatto e posizionato nei pressi del Polo Nord geografico (figura di colore blu e viola). Come se non bastasse alcuni indici che misurano la situazione attuale lungo la colonna del Vortice Polare, non sembrano lasciare adito a speranze, se non per qualche debole episodio Invernale durante il mese di Gennaio, stiamo parlando dell’indice NAM (Northern Annular Mode, figura 4).

Figura 4

La teoria di questo indice ci dice che quando esso supera la soglia del valore +1,5 abbiamo un Vortice Polare mediamente forte e compatto (Inverno non esaltante sulla nostra Penisola). Quando invece supera la soglia del -3 mediamente avremo un Vortice Polare disturbato ( Inverno più dinamico per il nostro Paese.

Al momento osservando tale indice siamo  sopra il valore +1,5 verrebbe da dire: (INVERNO FINITO). 

I paragoni con il passato ci sono e possiamo citare alcune annate in cui il Vortice Polare Stratosferico (ovvero la parte più alte di questa bassa pressione) risultava compatta, ma alla fine abbiamo ottenuto delle Invernate degne di nota.

Storico dati: Inverno 1956,1981,1991, 2005. 

 
INVERNO 1956 INVERNO 1981
INVERNO 1991 INVERNO 2005

Il risultato che ne derivò fu di alcuni episodi freddi  a volte anche intensi fin verso la nostra Penisola, come il famoso Febbraio 1956 o il Gennaio 2005. Di seguito le mappe di questi episodi.

 
INVERNO 1956 INVERNO 1981
INVERNO 1991 INVERNO 2005

Ora lungi da me mettere in risalto solo eventi Invernali prolifici per la nostra Penisola al posto di annate difficili, con poche precipitazioni e tempo perlopiù stabile. Ma come dissi all’inizio di questo articolo, siamo difronte ad una stagione che di normalità atmosferica ha ben poco. 

Allora veniamo al dunque cosa potrebbe accedere nelle prossime settimane?

Ho ipotizzato due scenari.

Scenario n°1

Vasto campo di alta pressione disteso dal centro Atlantico fin verso i Balcani, con correnti fredde relegate perlopiù all’Est Europa e Turchia.

Scenario n°2

Alta pressione delle Azzorre distesa maggiormente dal centro Atlantico fin verso la Scandinavia, quasi a formare un ponte altopressorio sotto il quale potrebbero scorrere fredde correnti nord orientali dirette verso il Mediterraneo centrale e il centro Europa.

Quale potrebbe essere la chiave di volta per far si che uno di questi scenari vada in porto?

La MJO (Madden Julian Oscillation), ovvero una componente naturale che risiede tra Oceano e Atmosfera, che può essere in grado attraverso un suo processo di favorire o meno la persistenza di blocchi anticiclonici in sede Atlantica (tutto quello di cui abbiamo bisogno). Se suddetto indice si troverà nelle fasi del grafico (7-8-1), allora potrebbe sussistere la possibilità di avere dei blocchi Azzorriani forti e duraturi in Atlantico.

Figura 5

In sintesi: al momento ci troviamo difronte una situazione in cui quella famosa bottiglia che ha quel tappo duro da svitare ha solo una persona al momento che sta combattendo con esso, ovvero la wave 1. Al momento come vediamo dal grafico la fase di questa MJO è nella zona 6 del grafico. Se avverrà nei prossimi giorni una virata verso le fasi 7-8-1, allora dalla Troposfera (ricordate), potrà partire un maggiore contributo di calore verso il Polo, e la wave 1 non si troverà più sola a stappare questa bottiglia, ma avrà il contributo della wave 2 (onda Atlantica). Al contrario, allora ci troveremo di fronte allo scenario numero 1, con un Inverno pressochè stabile e con sporadici episodi Invernali, perlopiù rilegato al medio-basso versante Adriatico e al Sud Italia.

Bene siamo arrivati alla conclusione di questo estenuante editoriale, sperando di essere stato più chiaro possibile, e di aver esposto gli argomenti con il giusto mix Tecnico e divertente allo stesso modo.

P.S. Se in questo articolo ho spinto molto sul tasto della Troposfera è perché solo grazie ad essa e alle variabili atmosferiche presenti in essa possono essere sovvertite le sorti di una stagione.

Un saluto cordiale.

Francesco Aquino